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ABERRAZIONE: Una lente dovrebbe riprodurre un punto o un segmento come tali. Invece, specie nelle lenti più economiche ciò non avviene ed un punto può diventare un circolo. Questi difetti sono dovuti al tipo di vetro usato, al fatto che la superficie delle lenti è curva ed al comportamento della luce. I tipi di aberrazione che si verificano in luce monocromatica sono: asferica, coma, astigmatismo, curvatura di campo, distorsione.
ABERRAZIONE CROMATICA: Difetto delle lenti in presenza in luce bianca. La lente assume una focale diversa a seconda della radiazione che la attraversa. Quindi il punto di fuoco del rosso o del blu non coinciderà provocando un’immagine sfocata. Il difetto si compensa combinando due lenti costruite con vetri dotati di diverso indice di rifrazione (obiettivo acromatico) o con l’utilizzo di una lente asferica.
ABERRAZIONE SFERICA: Il difetto si verifica nelle lenti semplici, i raggi che passano attraverso i bordi più esterni non vanno a fuoco nello stesso punto di quelli che passano per le zone centrali o l’asse ottico. Il difetto, sfocatura al centro dell’immagine, si compensa chiudendo il diaframma.
ANALOGICO: Segnale, sonoro o visivo, di tipo continuo; a una variazione dell’intensità di corrente corrisponderà, per esempio, una variazione di luminosità.
ANELLI DI NEWTON: E’ una interferenza dovuta alla riflessione della luce tra due superfici, Quando viene prodotto attraverso luce monocromatica, si possono osservare una serie di anelli concentrici alternamente chiari e scuri.
ANELLO ADATTATORE: Consente l’utilizzo di accessori di diametro diverso da quello previsto per un determinato obiettivo. Altri tipi di anello, consentono il montaggio di un obiettivo di una certa marca su una fotocamera di marca diversa.
ANELLO D’INVERSIONE: Si usa per montare in posizione invertita l’obiettivo sulla fotocamera o su tubi di prolunga o soffietto per macrofotografia. Tale operazione è usata solitamente quando il rapporto di riproduzione supera quello di 1:1.
ANGOLO DI CAMPO: E’ il campo inquadrato da un obiettivo espresso in gradi.
APERTURE DI DIAFRAMMA: Sono dei numeri che esprimono l’apertura relativa, cioè la lunghezza focale dell’obiettivo divisa l’effettivo diametro di una lente. Ciascun cambiamento del valore di diaframma dimezza o raddoppia la quantità di luce che passa attraverso il diaframma nell’unità di tempo.
AUTOFOCUS: Sistema elettronico di controllo automatico della distanza di messa a fuoco. Il controllo automatico può essere di vari tipi. A priorità di fuoco: l’otturatore dell’apparecchio resta bloccato fino a quando la messa a fuoco non è stata raggiunta. A priorità di scatto: l’apparecchio può scattare anche se la messa a fuoco è ancora in corso. Ad inseguimento: il sensore è capace di individuare il movimento del soggetto e seguirlo mantenendolo a fuoco.
AUTOMATISMO A PRIORITA’ DEI DIAFRAMMI: Automatismo che permette di impostare un dato valore di diaframma sull’obiettivo e lasciare all’esposimetro incorporato nella fotocamera il compito di calcolare l’appropriato tempo d’otturazione.
AUTOMATISMO A PRIORITA’ DEI TEMPI: Automatismo che permette di impostare il tempo, mentre il valore di diaframma è impostato automaticamente |
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BANK: Luce di grandi dimensioni dotato di lampade flash di notevole potenza. Fornisce una elevata intensità luminosa su una superficie molto ampia.
BASCULAGGIO: Movimento sull’asse del piano pellicola o del piano ottico di una fotocamera per controllare la forma dell’immagine ed ottimizzare la profondità di campo.
BILANCIAMENTO CROMATICO: Mantenimento del rapporto fra i colori ciano, magenta e giallo per ottenere un’immagine equilibrata e senza dominanti indesiderate.
BILANCIAMENTO DEL BIANCO: Permette di effettuare riprese in ambienti illuminati da qualunque fonte luminosa senza che vi siano dominanti cromatiche.
BIT: Binary Digit, può avere valore 0 oppure 1. Otto bit formano un Byte.
BIT PER PIXEL: Numero di bit utilizzati in un’immagine digitale per rappresentare il colore di ciascun pixel. Con 1 bit per ogni pixel si ottiene un’immagine a 2 colori, con 2 bit a 4 colori, con 3 bit a 8 colori, e così via. Con 24 bit per pixel si rappresentano 16,7 milioni di colori.
BITMAP: Rappresentazione binaria di un’immagine, in cui a ogni byte è associato un punto della stessa.
BRACKETING: Tecnica di esposizione a forcella che prevede la realizzazione di tre scatti dello stesso soggetto variando l’esposizione tra il primo e l’ultimo. Alcune reflex automatiche dispongono di un sistema automatico per l’esecuzione del bracketing.
BYTE: E’ l’unità di misura per indicare l’occupazione di memoria, dei dati: poiché è formato da 8 bit, un byte può assumere qualsiasi valore compreso fra 0 e 255. Generalmente si utilizzano i multipli di otto anche per il Kilobyte (1024 byte) e Megabyte (1.024.kbyte). |
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CAMPO INQUADRATO: Il valore in percentuale indica la copertura del mirino rispetto all’immagine che verrà registrata. Una percentuale superiore al 95% indica che il mirino offre una copertura pressoché totale.
CARTONCINO GRIGIO NEUTRO: Serve a riflettere una percentuale pari al 18% della luce che lo colpisce. Poiché gli esposimetri sono tarati per misurare il tono medio pari ad un grigio con riflettanza 18%, il cartoncino grigio neutro fornisce il riferimento ideale per la misurazione dell’esposizione. Una superficie bianca o nera, misurata con un esposimetro, apparirà sulla stampa come grigia perché l’esposimetro non lavora sul suo riferimento. Effettuando la misura sul cartoncino lo strumento misurerà il giusto riferimento e la parete apparirà bianca o nera.
CAVETTO SINCRO: Collega il flash alla presa di sincronizzazione (PC) della fotocamera. Attualmente è presente solo nei modelli destinati all’uso professionale.
CCD: Il Charge Couple Device, è un sensore di immagine allo stato solido i cui elementi emettono un segnale elettrico di tipo analogico a seconda della luce che li colpisce.
CHIAVE BASSA: Con questo termine si identifica un’immagine caratterizzata da toni prevalentemente scuri (low key).
CMYK: Cyan-Magenta-Yellow-Black, (ciano-magenta-giallo-nero), i colori usati per stampare un’immagine in quadricromia.
CONTATTO CALDO: Consente il collegamento elettrico dei flash.
CRISTALLI LIQUIDI (LCD): Sono dei pannelli utilizzati in moltissime apparecchiature che consentono la lettura di dati numerici, lettere, simboli ecc. Sono realizzati con materiali organici che si comportano come un liquido pur avendo una struttura molecolare simile a quella di un cristallo. Questo materiale è posto tra due lastrine di vetro dotate di elettrodi talmente sottili da essere invisibili i quali, creando un campo elettrostatico, modificano lo stato di trasparenza o riflettanza del materiale consentendo la lettura.
CURVA CARATTERISTICA: Grafico che correla il logaritmo dell’esposizione con la densità dell’immagine.
CURVATURA DI CAMPO: E’ una aberrazioni ottica. L’immagine invece di andare a fuoco su una superficie piana (piano focale) va a fuoco su una superficie curva. |
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DECENTRAMENTO: Consiste nel far scorrere lateralmente uno o entrambi i corpi di una fotocamera, mantenendo l'asse ottico perpendicolare al piano pellicola.
DIAFRAMMA: Iride per la regolazione del passaggio della luce attraverso l'obiettivo. Costituito da più lamelle. Gli obiettivi con diaframma automatico mantengono sempre alla massima apertura il diaframma per consentire una migliore luminosità dello schermo. Al momento dello scatto le lamelle si chiudono al valore prefissato e si riaprono subito dopo la chiusura dell'otturatore. DIFFRAZIONE: Variazione della direzione rettilinea dei raggi luminosi quando passano vicini a un bordo opaco come le lamelle del diaframma. Quando quest'ultimo è molto chiuso, il fenomeno trasforma i punti luminosi in stelle con tanti raggi quante sono le lamelle del diaframma.
DIFFUSORE: Si utilizza per ammorbidire e diffondere una sorgente luminosa artificiale.
DIGITALE: Tipo di segnale in forma binaria.
DISTANZA MINIMA: E’ la minima distanza di messa a fuoco consentita da un obiettivo a partire dal piano focale dell'obiettivo.
DOMINANTE: Nella fotografia a colori è quella coloritura monocromatica che invade tutta l'immagine.
DOT PER INCH (DPI): È la misura di risoluzione delle stampanti e indica il massimo numero di dot (punti immagine) che è possibile stampare per ogni inch (1 inch = 2,54cm) di pagina. |
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| ESPOSIMETRO: Misurare l'intensità della luce per fornire i valori di tempo di esposizione e di diaframma per ottenere con una pellicola di una data sensibilità un negativo perfettamente esposto. Attualmente è ormai incorporato in quasi tutti gli apparecchi fotografici.
ESPOSIMETRO, TTL: Negli apparecchi reflex e in alcuni altri modelli è di norma adottato l'esposimetro tipo TTL. Si intende con questa sigla (Through The Lens, attraverso l'obiettivo) che la cellula dell'esposimetro viene colpita dalla luce che passa effettivamente attraverso l'obiettivo di ripresa.
ESPOSIZIONE: E’ il tempo necessario per impressionare la pellicola / sensore. |
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F, f/: Questo simbolo, indica il valore delle aperture del diaframma di un obiettivo. Per calcolare la luminosità di una lente si divide la sua lunghezza focale per il diametro. Una lente da 100mm di focale e del diametro di 50mm ha un'apertura relativa 2 che in gergo si chiama luminosità e si esprime con f/2, dove f/ rappresenta la focale. Questo valore che è costante in tutti gli obiettivi, consente di conoscere la quantità di luce che passa attraverso l'obiettivo nell'unita di tempo.
In molti zoom economici la luminosità varia all'aumento della focale in quanto l'apertura relativa diminuisce. Solo alcuni modelli costruiti con una particolare disposizione dei gruppi ottici mantengono costante la luminosità per tutta la gamma delle focali.
FILL-IN: Vedi Flash di schiarita.
FILTRI IN GELATINA: Sono filtri professionali disponibili in diversissime versioni e colori. Perfettamente tarati, sono abbastanza robusti e durano a lungo solo se manipolati con molta attenzione.
FILTRI NEUTRI: (ND) Sono filtri si colore grigio, assorbono in modo identico tutti i colori dello spettro permettendo di ridurre la quantità di luce che raggiunge il sensore.
FILTRO POLARIZZATORE: (PL – PLC) Consente la riduzione dei riflessi dalle superfici lucide escluso il metallo. In questo caso consente anche di ottenere una saturazione dei colori che assumono un aspetto più intenso, soprattutto il verde e il blu. L'effetto maggiore di polarizzazione si ottiene quando la sorgente luminosa si trova a 90 rispetto all'asse ottico e può essere controllato nel mirino ruotando il filtro sul proprio asse tramite la ghiera posta sulla sua montatura. Il filtro può essere di tipo lineare o circolare, quest’ultimo è il puù usato dato che non ha interferenze con i sistemi autofocus.
FILTRO SKYLIGHT: Consente di tagliare le radiazioni ultraviolette, ma è soprattutto utile per eliminare la colorazione azzurrina delle riprese in ombra. In pieno sole, rende più rosso e sgradevole il tono pelle. Non è quindi adatto come filtro di protezione anti graffi o polvere da tenere fisso sull'obiettivo.
FILTRO UV: Assorbe le radiazioni UV (inferiori a 400nm) presenti in alta montagna o al mare che favoriscono la perdita di dettaglio a grande distanza. Essendo incolore è ideale per proteggere la lente anteriore degli obiettivi.
FISHEYE: Obiettivo ultragrandangolare (180° sulla diagonale o in orizzontale) non corretto contro la distorsione.
FLARE: Vedi luce parassita.
FLASH INDIRETTO: E’ una tecnica di illuminazione con la quale la torcia del flash viene rivolta verso il soffitto di una stanza o contro un pannello riflettente per ottenere una luce più diffusa e morbida.
FLASH ANULARE: E’ un Flash caratterizzato da una lampada circolare, da montare sull'obiettivo della fotocamera. L'effetto e quello di fornire immagini prive di ombre. Particolarmente indicato per la macrofotografia.
FLASH DI SCHIARITA (FILL-IN): È una tecnica che consiste nell'utilizzare il flash in piena luce diurna allo scopo si schiarire le ombre e finalizzata a ridurre il contrasto del soggetto.
FLASH TTL: Consente il controllo automatico dell'esposizione con il flash dedicato grazie al circuito esposimetrico che misura la quantità di luce che passa effettivamente attraverso l'obiettivo al momento dello scatto.
FLUORITE: Sostanza utilizzata nella produzione di vetro ottico a base di fluoruro di calcio. È caratterizzata da un bassissimo indice di rifrazione e da una bassa dispersione e si presta quindi assai bene alla costruzione di lenti per obiettivi con una ottima correzione delle aberrazioni cromatiche. Le lenti alla fluorite sono utilizzate soprattutto nei teleobiettivi luminosi.
FOCALE: Esprime in millimetri la lunghezza focale di un obiettivo.
FOTOGRAMMA: Immagine appartenente ad un'intera pellicola.
FUOCO INTERNO: Alcuni obiettivi, specialmente di lunga focale, sono dotati di un sistema di messa a fuoco che sfrutta lo spostamento dei gruppo ottici e non comporta l'allungamento del barilotto. Questo permette una maggior robustezza e una migliore tenuta agli agenti atmosferici. |
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GABBIA DI LUCE: Metodo di illuminazione usato principalmente per soggetti altamente riflettenti. Il soggetto viene circondato da un'ampia struttura rivestita con fogli di carta, in modo che la luce sia perfettamente diffusa e sul soggetto appaia il riflesso della fotocamera o delle lampade.
GIF: Graphic Interchange Format (Formato grafico di interscambio). Il formato GIF utilizza un sistema di compressione e non può gestire più di 256 colori.
GIGABYTE: 1,024 Megabytes. Abbreviato spesso in Gb.
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HIGH KEY: Si dice che un'immagine in bianconero è high-key (in chiave alta) quando risulta spostata sulle alte luci dell'immagine grazie ad una particolare illuminazione in ripresa o ad una stampa che mette in risalto soprattutto i toni chiari. |
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IMAGING: Con questo termine si indica l'insieme dei prodotti collegate alla produzione di immagini con qualunque sistema, sia analogico che digitale.
INFINITO: Distanza ideale pari a circa 30-40 lunghezze focali di un obiettivo. Nella posizione di infinito i gruppi ottici di un obiettivo si trovano alla minima distanza dal piano focale.
INFRAROSSO: Radiazione invisibile all'occhio umano. All'interno dello spettro elettromagnetico si estende da 720 a 1200 nanometri.
INKJET: Sistema di stampa che si basa sull'emissione di microscopiche gocciòline d'inchiostro. È il metodo più diffuso ed economico per realizzare stampe a colori di qualità fotografica.
INNESTO OBIETTIVI: Consente lo scambio degli obiettivi. Una volta il più diffuso era quello a vite, ora sono quasi tutti a baionetta. In questo caso, i diversi tipi adottati dalle varie case rendono impossibile il montaggio di obiettivi originali dell'una sugli apparecchi dell'altra.
INTERPOLAZIONE: È un metodo per aumentare o ridurre la risoluzione di un'immagine.
ISO: International Standards Organization. In fotografia indica la sensibilità della pellicola o sensore.
ISTOGRAMMA: E' la rappresentazione grafica di un'immagine che ne mostra la distribuzione dei livelli di grigio o di colore. |
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JPEG: Joint Photographic Experts Group (Gruppo di esperti fotografici riuniti). Formato per immagini grafiche compresse, molto più efficace del GIF, ma non in grado di riprodurre esattamente l'immagine originale. Sono disponibili vari livelli di compressione, a cui corrisponde una perdita più o meno grande di qualità dell'immagine. Un file JPEG è ottenuto per compressione a perdita di informazioni, ossia con lo scarto di quelle non necessarie alla visualizzazione dell'immagine. Le immagini JPEG conservano comunque tutte le informazioni cromatiche RGB. |
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KELVIN (K): Unità di misura delle temperature assolute il cui zero è posto a -273,16°C. È usata in fotografia per misurare la temperatura di colore della luce.
KILOBYTE: Generalmente abbreviato in K o Kb. Utilizzato per identificare la quantità di memoria o la capacità di un disco.
KILOWATT: Unità di misura elettrica pari a mille Watt. |
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LAMPADA ALOGENA: Piccola lampada a filamento di tungsteno. L’ampolla allungata (in quarzo) contiene tracce di un gas alogeno (iodio, sodio) che, al momento dell’accensione, si combina con le tracce di tungsteno depositate all’interno dell’ampolla formando ioduro di tungsteno il quale, a contatto del filamento incandescente, si decompone in tungsteno. Questo ciclo impedisce da una parte il deposito di tungsteno all’interno dell’ampolla che resta perfettamente trasparente e, dall’altro, ricostituisce il filamento stesso la cui durata risulta doppia di uno normale. Per questo motivo le lampade al quarzo-iodio mantengono sempre costante la temperatura di colore (3200 °K) e l’intensità.
LAMPADA PILOTA: Abbinata alle torce dei flash professionali da studio consente di visualizzare, grazie alla luce continua che forniscono, il soggetto e quindi l'effetto finale.
LAMPEGGIATORE ELETTRONICO: Vedi flash.
LASER (stampante): Il laser colpisce un tamburo fotosensibile per produrre rapidamente stampe di alta qualità.
LCD: Vedi cristalli liquidi
LED: Diodo emettitore di luce (Light-Emitting Diode). Si tratta di un semiconduttore che emette una luce quando attraversato da corrente. A seconda del tipo può emettere in colore diverso.
LENTE: Vetro lavorato di forma circolare che modifica il percorso rettilineo dei raggi di luce. Le lenti convergenti (concave o positive), concentrano i raggi verso lo stesso punto sul proprio asse. Le lenti divergenti (convesse o negative) fanno divergere verso infiniti punti i raggi. Si distinguono diversi tipi di lente: piano-convessa (una delle due superfici e piana), piano-concava, bi-convessa, bi-concava e concavo-convessa. La combinazione di queste lenti fondamentali e di tipi di vetro ottico ha consentito la realizzazione di migliaia di sistemi ottici diversi.
LENTE ADDIZIONALE: Elemento aggiuntivo ottico positivo. Applicata davanti ad un obiettivo, consente di ridurre la sua distanza minima di messa a fuoco.
LENTE ASFERICA: Lente caratterizzata da una o anche due superfici non sferiche. Usando queste lenti per realizzare obiettivi si riesce a minimizzare le aberrazioni sferica, cromatica e l’astigmatismo. Sono adottate principalmente sugli obiettivi grandangolari e negli zoom.
LENTI ALLA FLUORITE: Vedi fluorite.
LENTI FLOATING: Tutti gli obiettivi sono progettati per fornire il massimo della resa per una certa distanza di ripresa per cui alle altre distanze il controllo delle aberrazioni risulta ridotto. Per mantenere la migliore resa soprattutto alle brevi distanze, in alcuni obiettivi è inserito un meccanismo che modifica la distanza fra alcune delle lenti di cui è composto per ottimizzare, in funzione della distanza di messa a fuoco, le riprese alle brevi distanze.
LUCE di RIEMPIMENTO: E’ una luce che viene usata per rendere più chiare le zone in ombra.
LUCE PARASSITA: Viene prodotta dai riflessi che si verificano tra le lenti dell’obiettivo e che, pur raggiungendo la pellicola, non produce immagine. Per questo motivo, la luce parassita (o flare) comporta un notevole abbassamento del contrasto dell’immagine.
LUCE RIFLESSA: Luce che viene riflessa verso l’obiettivo dai soggetti illuminati da una sorgente luminosa.
LUCE SPOT: Luce con un fascio di luce concentrato.
LUX: Unità di misura europea della luce. E’ pari all’illuminamento prodotto su una superficie posta ad un metro da una candela.
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MACROFOTOGRAFIA: Tecnica fotografica che indica una ripresa molto ravvicinata con un rapporto di riproduzione uguale a 1 o superiore.
MICROFOTOGRAFIA: Ripresa di soggetti con dimensioni molto ridotte attraverso il microscopio con alti ingrandimenti.
MOLTIPLICATORE DI FOCALE: Lente ottica afocale che, interposto tra l’obiettivo e la fotocamera incrementa la focale dell’obiettivo. L’impiego del moltiplicatore comporta la riduzione della luminosità dell’obiettivo ed una certa perdita di definizione. Sono disponibili moltiplicatori 1,4x, 2x e 3x.
MONOCROMIA: Indica un colore singolo. Es. fotografia in bianco e nero.
MTF: (Modulation Transfer Function, Funzione di modulazione della frequenza) Metodo di valutazione della capacità di un obiettivo basata sulla percentuale di informazione che l’obiettivo riesce a far passare attraverso i suoi gruppi ottici. Le prestazioni vengono valutate in percentuale in base al rapporto tra il contrasto dell’immagine riprodotta e quella dell’oggetto originale. La curva MTF mostra la resa di un obiettivo in base al contrasto (asse verticale) e una serie di frequenze che aumentano per simulare la maggior finezza di dettaglio (asse orizzontale).
MULTICOATING: Trattamento superficiale per ridurre i riflessi fra le lenti all’interno degli obiettivi. Ad ogni passaggio aria-lente, il 4-5% della luce viene riflessa ciò che determina una forte perdita di luminosità e di definizione. Per ridurre al minimo questo problema, le lenti vengono protette con uno o più strati antiriflesso. |
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NANOMETRO: Unità di misura usata per indicare la lunghezza d’onda della luce. Corrisponde ad un milionesimo di metro.
ND: Neutral density, grigio neutro.
NTSC: National Television Standards Committee, è lo standard televisivo usato negli Stati Uniti e in Giappone. L’immagine è 525 linee/60 hertz e la durata del quadro è di 1/30 di sec.
NUMERO GUIDA: Indica la potenza del flash. Ovvero l’apertura di diaframma da utilizzare con pellicola 100 Iso per un soggetto posto ad un metro di distanza. |
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OBIETTIVO A SPECCHIO: Vedi catadiottrico.
OBIETTIVO APOCROMATICO: Obiettivo corretto in modo tale che almeno due dei raggi dei tre colori primari (blu, verde e rosso) vadano a fuoco esattamente nello stesso punto sull’asse ottico. Gli obiettivi apocromaticii sono solitamente teleobiettivi.
OBIETTIVO ASFERICO: Obiettivo con una lente asferica; consente una ideale correzione delle aberrazioni (sferica e cromatica) e quindi di ottenere una migliore definizione ai bordi dell’immagine alle massime aperture. Gli obiettivi asferici sono solitamente grandangoli.
OBIETTIVO CATADIOTTRICO: Sono obiettivi particolari, molto compatti e di lunga focale (500-1000mm). Questi obiettivi utilizzano uno schema ottico basato su uno specchio principale che riflette i raggi su uno specchio secondario incollato all’interno della lente frontale che li rinvia alla pellicola passando attraverso un gruppo di lenti. Questo tipo di obiettivo è privo di diaframma e soffre di aberrazione sferica.
OBIETTIVO DECENTRABILE: Queto particolare obiettivo permette il decentramento dell'asse ottico, rendendo così possibile di mantenere il parallelismo delle linee anche inclinando la fotocamera. E' molto usato per foto di archittettura.
OBIETTIVO GRANDANGOLARE: Obiettivo di ampio angolo di campo.
OBIETTIVO MACRO: Obiettivo particolarmente corretto per riprese ravvicinate, con un rapporto 1:1.
OBIETTIVO NORMALE (STANDARD): Obiettivo la cui lunghezza focale sia pari o, quantomeno, vicina alla diagonale del fotogramma dell’apparecchio. Tale focale è ritenuta quella che meglio si avvicina alla visione dell’occhio umano.
OBIETTIVO STABILIZZATO: E' una recente tecnologia che permette di realizzare obiettivi per la ripresa a mano libera anche con tempi di esposizione più lunghi del normale. Uno speciale elemento ottico posto all’interno dello schema vibra in modo opposto alle vibrazioni subìte annullando l’effetto del mosso.
OBIETTIVO TELE: E’ un obiettivo con un angolo di campo inferiore a quello di uno standard. E’ costituito da un gruppo ottico anteriore convergente e uno posteriore divergente.
OBIETTIVO ZOOM: Obiettivo complesso a focale variabile. Consente una variazione continua della focale, mantenendo inalterata la messa a fuoco.
OPEN FLASH: Tecnica che consiste nel far partire il lampo dopo aver provveduto ad aprire l’otturatore della fotocamera. Questa procedura consente di sfruttare la luce del flash per l’illuminazione generale della scena, ma di poter impressionare anche le luci dell’ambiente. La tecnica dell’open flash, è oggi superata dalla funzione slow-sync adottata nei flash dedicati delle fotocamere reflex.
OTTURATORE: Componente interno della fotocamera, consente alla luce di raggiungere il sensore ed impressionarlo per il tempo necessario ad ottenere la giusta esposizione.
OTTURATORE A TENDINA: E costituito da due tendine che scorrono in orizzontale o in verticale sul piano focale dell’apparecchio. Il tempo di esposizione è dato dall’intervallo di tempo che passa tra lo scatto della prima (si apre l’otturatore) e quello della seconda tendina (si chiude l’otturatore).
OTTURATORE CENTRALE: E' collocato tra le lenti di un obiettivo nei pressi del diaframma, funziona grazie ad una serie di lamelle che si aprono e si chiudono ad iride. Permette l’uso del flash elettronico con qualunque tempo di scatto. |
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PAL: Phase alternative line, è lo standard televisivo in uso in gran parte dei paesi dell’Europa occidentale. L’immagine è 625 linee/50 hertz; il quadro cambia ogni 1/25 di sec.
PANNING: E' una tecnica molto difficile, l’effetto prodotto dal panning è un soggetto in movimento veloce nitido su fondo mosso. Si ottiene inseguendo con la fotocamera il soggetto e scattando con un tempo di otturazione abbastanza lento (1/15 di secondo).
PARALLASSE: L’errore di parallasse è quando si presenta una diversità nell’inquadratura della stessa scena in quanto osservata da due punti di vista diversi.
PIANO FOCALE: Piano posto ad una distanza per la quale un obiettivo forma un’immagine nitida. La distanza tra la lente ed il piano focale è detta lunghezza focale.
PIXEL: Picture element, elemento immagine. E’ l’elemento base di una immagine digitale, il numero totale dei pixel indica quindi la risoluzione massima dell’immagine.
POSA B: Impostazione nelle fotocamere dove è possibile eseguire lunghe esposizioni tenendo l’otturatore aperto oltre il tempo più lungo consentito. Impostando la posa B (bulb) l’otturatore resta aperto per tutto il tempo per il quale viene tenuto premuto il pulsante di scatto.
PRESA SINCRO: Molti flash amatoriali vengono collegati e sincronizzati attraverso il contatto caldo incorporato nella slitta portaccessori delle reflex. Con i flash professionali e da studio, tuttavia, è necessaria la presa sincro universale (PC) per il cavetto di sincronizzazione.
PROFONDITA’ DI CAMPO: E’ l'area che appare nitida nella foto. E’ possibile controllare la sua ampiezza grazie all’uso del diaframma: più il diaframma è aperto più piccola sarà l’ampiezza della profondità di campo. Più il diaframma è chiuso più la profondità di campo sarà grande.
PROFONDITA’ DI FUOCO: Un obiettivo perfettamente a fuoco forma un’immagine nitida su un preciso piano (piano focale). Tuttavia avanti e dietro questo piano esiste una limitata zona di nitidezza ancora accettabile che prende il nome di profondità di fuoco. |
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REFLEX: Sistema di visione adottato dagli apparecchi fotografici che portano lo stesso nome.
REGOLA DEI TERZI: Per una inquadratura corretta si ricorre tradizionalmente alla regola dei terzi secondo la quale il fotogramma va suddiviso in tre porzioni in orizzontale e tre in verticale. Il soggetto principale, va posizionato nei punti di intersecazione piuttosto che al centro.
RGB: Red, Green, Blue (Rosso, Verde, Blu). Nei monitor è il metodo standard per formare i colori.
RIFERIMENTO IR: Quasi tutti gli obiettivi, dispongono sulla scala delle distanze di un indice di riferimento (rosso) per la messa a fuoco usando pellicola infrarosso. Poiché la lunghezza d’onda dell’infrarosso è maggiore di quella del rosso, occorre, dopo aver messo a fuoco normalmente, portare la distanza indicata sulla scala metrica sul riferimento infrarosso per evitare una sfocatura come se il soggetto fosse più vicino del reale.
RISOLUZIONE: E’ la capacità di registrare o riprodurre i dettagli più fini di un’immagine. Nella fotografia viene misurata in linee per millimetro o con la curva MTF. Gli attuali sensori hanno una risoluzione totale anche di 6.000.000 di pixel data da 3000 pixel in orizzontale e da 2000 pixel in verticale. |
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SATURAZIONE: Un colore si dice saturo quando e carico e non è contaminato da altri colori.
SINCRO FLASH: Indica il tempo di otturazione più breve che è possibile usare, impiegando il flash elettronico. In particolare, con gli otturatori a tendina il flash deve lampeggiare nell’istante in cui l’otturatore scopre completamente la pellicola.
SOFFIETTO MACRO: Inserito tra il corpo di un apparecchio fotografico e l’obiettivo consente di aumentare la distanza tra obiettivo e piano pellicola e quindi di mettere a fuoco soggetti molto piccoli a brevissima distanza.
SOFTBOX: Box luminoso dotato di un frontale traslucido, usato per diffondere ed ammorbidire la luce.
Software. Serie di istruzioni che permettono all’hardware di un computer di lavorare. Il software può esistere sotto forma di programmi, sistemi operativi, driver di apparecchiature e macro.
SOTTOESPOSIZIONE: Errore di esposizione dovuto all’impiego di un tempo troppo breve o di un’apertura di diaframma troppo chiusa rispetto all’intensità luminosa.
SOVRAESPOSIZIONE: Errore dovuto all’impiego di un tempo di esposizione troppo lungo o di un’apertura di diaframma troppo aperta rispetto all’intensità luminosa.
SPECCHIO: E’ la base del sistema reflex. Uno specchio posto a 45° davanti al piano focale dell’apparecchio rinvia i raggi luminosi in alto verso uno schermo posto orizzontalmente alla stessa distanza dalla flangia anteriore dell’innesto degli obiettivi.
STATIVO: Sostegno per le luci o i flash nello studio.
STILL LIFE: Ffotografia professionale di oggetti. Viene generalmente eseguita in studio con fotocamere di grande formato. |
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TAGLIO: Per migliorare la composizione di un’immagine o modificarla, al momento della stampa è possibile effettuare un “taglio” che consiste nell’escludere quella o quelle parti del fotogramma non desiderate.
TELEOBIETTIVO: Vedi obiettivo tele.
TEMPERATURA DI COLORE: Scala per la valutazione del colore della luce espressa in gradi Kelvin.
TESTA: E' la parte superiore del treppiede, con essa è possibile fissare la fotocamera al supporto. Solitamente nei treppiedi professionali sono intercambiabili.
TESTA A SFERA: Tra la base inferiore e quella superiore fissata alla fotocamera, vi è una sfera che permette il puntamento del soggetto in ogni direzione e con un solo sistema di bloccaggio. Più pratica della testa classica in esterni.
TESTA PANORAMICA: E' una testa dotata di una scala graduata che permette di eseguire fotografie panoramiche a 360° facendo combaciare più fotogrammi regolando le successive inquadrature in base all’angolo di copertura dell’obiettivo impiegato.
THUMBNAIL: Indica una piccola immagine a bassa risoluzione. Solitamente è usata come segnaposto dell’immagine effettiva.
TIFF: Tag Image File Format. Un formato file standard per lo scambio di immagini, adottato da molti produttori che supportano immagini grafiche ad alta risoluzione.
TIRAGGIO: Indica la distanza tra la flangia dell’innesto degli obiettivi ed il piano focale della fotocamera.
TREPPIEDI: Supporto a tre gambe. Regolabile in altezza grazie alla possibilità di allungamento delle gambe e/o per mezzo di una colonna centrale.
TROPICALIZZAZIONE: Termine usato per indicare la tenuta stagna degli obiettivi e reflex, in modo da non far penetrare povere, umidita, pioggia ecc.
TTL: Vedi lettura TTL.
TUBI DI PROLUNGA: Serie di tubi di varia lunghezza che aumentano la distanza obiettivo-sensore e consentono riprese a distanza molto ravvicinata. |
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ULTRAVIOLETTO: Radiazione invisibile all’occhio umano (UV). L’eccesso di radiazioni UV nell’atmosfera, specie in alta montagna, determina una sorta di velo che riduce la nitidezza.
USB: Universal Serial Bus (Bus seriale universale). Collegamento seriale tra computer e periferiche come macchine digitali, stampanti ecc. diventato lo standard sia su piattaforma Macintosh che PC. Consente di utilizzare fino a 128 apparecchi simultaneamente e permette di effettuare collegamenti a caldo. |
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VIGNETTATURA: Oscuramento degli angoli del fotogramma dovuto in genere all’uso di un paraluce o di un filtro inadatto all’obiettivo. |
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